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     LA STORIA     LA PASTA DI GRAGNANO     LA FILOSOFIA    
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Se i consumatori di pasta ci considerano tra i migliori produttori al mondo non è solo per la nostra tecnologia all’avanguardia, e non è non solo perché, da artigiani del secondo millennio, applichiamo le conoscenze di generazioni di mastri pastai a un prodotto che amiamo come la nostra terra, così legata a quello che produciamo. Se siamo considerati fra i migliori produttori di pasta è perché noi la pasta, prima ancora di farla, la sappiamo mangiare.
Sappiamo riconoscerne la qualità guardandola, toccandola, cuocendola e mescolandola con cucchiai di legno, attenti che non si crepi durante la cottura. Sappiamo presentarla in un piatto, sappiamo riconoscerne la consistenza prima ancora di gustarla. E soprattutto sappiamo che la qualità è migliorata e migliorerà nel tempo. Lo sappiamo perché qui a Gragnano, dove ci sono i nostri stabilimenti di produzione, gli uomini e le donne che lavorano in Pasta Garofalo, dagli operai ai quadri dirigenziali, hanno a che fare con la pasta da molte generazioni.
Quello che abbiamo imparato in questi secoli è diventata la nostra intelligenza artigianale, che ci ha permesso di sviluppare una tecnologia con la quale possiamo controllare ogni fase della produzione della pasta, dalla scelta delle semole all’impacchettamento, diversa e decisiva per un pacchero, uno spaghetto, un vermicello.
È con questa consapevolezza e con queste possibilità che possiamo considerare ogni formato una pasta diversa e non la stessa pasta con una forma diversa. Dai nostri mercati esteri abbiamo imparato e continueremo a imparare che quello che per noi è perfetto può essere sempre migliorato e arricchito dal confronto con un’altra cultura. Abbiamo imparato dai giapponesi l’eleganza e l’estetica, l’equilibrio formale dagli inglesi, il carattere e la capacità di mantenerci unici dagli americani.
Abbiamo imparato dai bambini che il gusto non merita un’età e che cucinare per loro e’ un atto d’amore. Per questo abbiamo lanciato la nostra linea La giostra dei bambini.
Quando guardiamo il nostro packaging, trasparente anche sui lati, dove la pasta lascia imperfezioni e microframmenti che nessuno ha mai avuto il coraggio di mostrare, pensiamo che davvero valga la pena di essere trasparenti, e di continuare a credere che siamo come quegli artigiani che ci hanno preceduto, e che avrebbero voluto macchine che rendessero più semplice e migliore ciò che sentivano, per fare una pasta che ci piace ogni giorno di più.
Ma non vogliamo convincere nessuno: sappiamo che esistono componenti soggettive nella scelta di una pasta sulle quali non ci permettiamo di discutere, ma proprio per questo vi invitiamo a metterci costantemente alla prova, facendo confronti con altri produttori che ritenete eccellenti.
Una volta, e qualcuno lo fa ancora oggi, ci chiamavano “Mangiamaccheroni”.
Oggi che i maccheroni li sappiamo fare meglio che 500 anni fa, continuiamo a considerare il miracolo dell’incontro fra la semola e l’acqua un’alchimia i cui segreti non sono ancora stati completamente svelati.
Continuiamo a cercare l’equilibrio e il gusto perfetti. Come sempre.
Davanti a un piatto di pasta.