Vuole la leggenda che siano stati introdotti dal viaggiatore Marco Polo, di ritorno dalla Cina (altro Paese nel quale sono noti e apprezzati piatti tradizionali) nel 1295, sebbene nella descrizione della Sicilia tramandataci da Idrisi al tempo di Ruggero II di Sicilia nel suo famosissimo Libro di Ruggero si faccia chiaramente menzione di Vermicelli, cibo di farina in forma di fili prodotti nel villaggio di Trabia vicino Palermo. Poiché Idrisi scrive nel 1154 questa testimonianza è anteriore di ben più di un secolo al ritorno di Marco Polo. nell'intervallo fra queste due date gli studiosi hanno rintracciato altre citazioni che chiariscono come la produzione di pasta alimentare sia caratteristica generalizzata in tutta la penisola. Si ha traccia ufficiale della denominazione "spaghetto" nel 1819, all'interno del primo dizionario della lingua italiana di Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini: gli spaghetti vengono così definiti perché “della grossezza di un piccolo spago”.
INGREDIENTI: (dosi per 4 persone) 400 gr. di spaghetti Garofalo, un decilitro di olio extravergine d'oliva, uno spicchio d'aglio, 500 gr. di pomodorini, un chilo di frutti di mare misti, prezzemolo, sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE: Fate soffriggere in un tegame l'aglio e l'olio, aggiungete i frutti di mare misti
(che avrete risciacquato molto bene in acqua fredda) con un po' d'acqua ed i pomodorini e coprite.
Fate cuocere per circa dieci minuti.
A parte lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e
versateli sopra al sugo, amalgamare bene il tutto e servire su un piatto di portata.
Fino agli inizi del Novecento la pesca dei frutti di mari era eseguita dai rastrellari che dai loro gozzi scandagliavano la sabbia con lunghe pertiche, alla cui estremità era fissato un rastrello, portando in superficie i frutti di mare.
La vendita era effettuata su bancarelle allineate lungo il litorale di S. Lucia, adorne di vele colorate ed illuminate da lampade ad acetilene. All’epoca del Gran Tour era di rito per gli ospiti stranieri la passeggiata a S. Lucia per ammirare i banchi degli ostricari e mangiare i frutti di mare, soprattutto nelle serate di luna crescente; ancora oggi, infatti, la credenza popolare ritiene che in quel periodo siano più grossi e saporiti.
INGREDIENTI
Linguine GAROFALO n. 12 400g ,
vongole 300g,
cozze 300g,
tartufi di mare 300g,
2 spicchi d’aglio,
prezzemolo,
olio extra vergine d'oliva,
sale e pepe.
PREPARAZIONE:
Far aprire separatamente in un tegame coperto vongole, cozze e tartufi di mare, sgusciare i frutti di mare conservandone qualcuno con il guscio per guarnizione e filtrare il liquido che hanno emesso. Scaldare l’olio d’oliva in una padella, rosolarvi l’aglio tritato, unire i frutti di mare sgusciati e farli insaporire brevemente a fuoco vivace aggiungendo parte del liquido filtrato. In questo sugo su fuoco moderato saltare le Linguine GAROFALO cotte in acqua salata in ebollizione e scolate molto al dente. Cospargerle di pepe e prezzemolo tritato, passarle sul piatto di portata e guarnirle con i frutti di mare tenuti da parte. Nota: fino agli inizi del Novecento la pesca dei frutti di mari era eseguita dai rastrellari che dai loro gozzi scandagliavano la sabbia con lunghe pertiche, alla cui estremità era fissato un rastrello, portando in superficie i frutti di mare. La vendita era effettuata su bancarelle allineate lungo il litorale di S. Lucia, adorne di vele colorate ed illuminate da lampade ad acetilene. All’epoca del Gran Tour era di rito per gli ospiti stranieri la passeggiata a S. Lucia per ammirare i banchi degli ostricari e mangiare i frutti di mare, soprattutto nelle serate di luna crescente; ancora oggi, infatti, la credenza popolare ritiene che in quel periodo siano più grossi e saporiti.
Già conosciuti nel 1300, i vermicelli furono chiamati così perchè anticamente venivano preparati a mano ed erano molto più corti di quelli attuali ed avevano la forma di vermetti essendo a volte anche storti.
INGREDIENTI: Per 5 persone - 500 gr vermicelli Garofalo,
60 gr filetti alici,
1 spicchio d'aglio,
Peperoncino,
Prezzemolo tritato,
Olio,
Sale.
PREPARAZIONE: Far imbiondire l'aglio nell'olio,aggiungere il peperoncino, le alici e il prezzemolo tritato.
Pestare il tutto nel mortaio, fare una salsetta.
Lessare i vermicelli in acqua salata scolarli al dente, condirli con la salsetta e servire.
E' questa una versione rivisitata degli antichi spaghettielli ‘nzogna e pepe cioè con sugna e pepe cosparsi generosamente di pecorino piccante grattugiato; per lungo tempo il burro è stato un condimento riservato a palati raffinati ed a borsellini ben forniti, poco o quasi nulla adoperato dal popolo napoletano.
INGREDIENTI:
Capellini GAROFALO n.2 400g,
burro 100g,
un cucchiaio di olio extravergine di oliva ,
abbondante basilico fresco,
parmigiano 100g,
sale e pepe.
PREPARAZIONE:
Mentre i Capellini GAROFALO cuociono in abbondante acqua salata in ebollizione, fondere il burro in una casseruola; poi, alzandoli con un forchettone, passarli nella zuppiera ancora grondanti dell’acqua di cottura con un cucchiaio di olio e qualche foglia di basilico spezzettato. Quando i Capellini sono al dente, non scolarli Versarvi sopra il burro fuso, altro basilico minutamente spezzettato, una generosa manciata di parmigiano, pepe fresco di mulinello se piace, mescolare con cura e servire subito. Nota: e’ questa una versione rivisitata degli antichi spaghettielli ‘nzogna e pepe cioè con sugna e pepe cosparsi generosamente di pecorino piccante grattugiato; per lungo tempo il burro è stato un condimento riservato a palati raffinati ed a borsellini ben forniti, poco o quasi nulla adoperato dal popolo napoletano. Variante: volendo un piatto più sapido invece di cuocere i capellini in acqua salata si cuociono in buon brodo di carne o brodo vegetale o in mancanza in brodo di dado e poi si condiscono come descritto nella ricetta con burro, basilico, pepe e parmigiano.
A Napoli il soffritto è chiamato anche tosciano e saporiglio. E’ un piatto da intenditori, che manda bocca e stomaco in fiamme e richiede l’accompagnamento di un vino rosso robusto per spegnere l’ardore del peperoncino forte.
INGREDIENTI:
Bucatini GAROFALO n. 14 400g,
Interiora di maiale miste (polmone, trachea, cuore, fegato, milza)500g,
vino rosso 150g,
conserva di pomodoro 50g,
passato di pomodoro 200g,
sugna,
peperoncino forte,
1 foglia di alloro,
1 rametto di rosmarino,
olio extra vergine d’oliva,
sale.
PREPARAZIONE:
Lavare bene le interiora, tagliarle a pezzetti e immergerle in acqua fresca per un paio d’ore, cambiando di tanto in tanto l’acqua finché avranno perso tutto il sangue. Asciugare i pezzi di carne e soffriggerli in un tegame di coccio con sugna ed olio. Quando tutto sarà rosolato, bagnare con il vino, unire la conserva ed il concentrato di pomodoro, l’alloro, il rosmarino, il peperoncino ed il sale. Fare insaporire per 5 minuti mescolando, poi lasciar cuocere dolcemente l’intingolo aggiungendo di tanto in tanto poca acqua. Frattanto cuocere i Bucatini GAROFALO in abbondante acqua salata in ebollizione, scolarli al dente, passarli in una zuppiera, condirli con parte del soffritto, mescolare e con il resto del soffritto guarnire la superficie. Questi bucatini vanno serviti bollenti. Nota: a Napoli il soffritto è chiamato anche tosciano e saporiglio. E’ un piatto da intenditori, che manda bocca e stomaco in fiamme e richiede l’accompagnamento di un vino rosso robusto per spegnere l’ardore del peperoncino forte.