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Sin dall’antichità l’aglio è stato ritenuto pianta magica, antidoto contro molti veleni, adoperato un tempo contro streghe ed incantesimi ed oggi contro i vampiri in un certo genere letterario e cinematografico. Ha sempre goduto fama di possedere moltissimi effetti prodigiosi e numerose proprietà salutari che tuttora la scienza medica gli riconosce, esercitando un’azione benefica nei confronti dell’ipertensione, dell’iperglicemia e della trombofilia. Ma nella tradizione popolare l’aglio è insignito di una virtù ben più intrigante, quella di potente ed attivissimo afrodisiaco, sarà per questo che è ingrediente essenziale di molte cucine regionali italiane?
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INGREDIENTI:
Fettucce GAROFALO n.15 400g
4 spicchi d'aglio
1 peperoncino piccante
1 mazzetto di prezzemolo
olio extra vergine d’oliva 1,5 dl
sale.

PREPARAZIONE:
Al momento che si calano le Fettucce GAROFALO in abbondante acqua salata in ebollizione, riscaldare in una padella a fuoco bassissimo l’olio con l’aglio tritato ed il peperoncino spezzettato.
Appena l’aglio sarà dorato, unire abbondante prezzemolo tritato, un pizzico di sale, diluire con un mestolo di acqua di cottura della pasta, far bollire brevemente la salsetta e allontanarla dal fuoco.
Appena le Fettucce sono al dente, alzarle col forchettone, passarle ancora grondanti d’acqua nella padella col sugo ed insaporirle rigirandole nel condimento per qualche minuto a fuoco molto basso.
Versare la pasta in una zuppiera e completare con altro prezzemolo fresco tritato.
Il geografo arabo Edrisi, nel 1154 nell'opera "Kitab-Rugiar" (Libro di Ruggero) parla di itriya cioè, nel dialetto siciliano di tria, una specie di spaghetto molto sottile. Ancora oggi in Sicilia i capellini d'angelo vengono chiamati tria. Il testo di Edrisi riporta: "A ponente di Termini Imerese vi è l'abitato di Trabia, sito incantevole, ricco di acque perenni e mulini, con una bella pianura e vasti poderi nei quali si fabbricano vermicelli in quantità tale da approvvigionare, oltre ai paesi della Calabria, quelli dei territori musulmani e cristiani, dove se ne spediscono consistenti carichi".
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INGREDIENTI:
Spaghettini GAROFALO n.4 400g
vongole 1 Kg
pomodori pelati 250g
3 spicchi d'aglio
prezzemolo
sale e pepe.

PREPARAZIONE:
Lavare le vongole più volte, farle aprire a fuoco vivace in un tegame coperto con uno spicchio d’aglio, un filo d’olio ed un pizzico di pepe, finché tutti i gusci si saranno aperti.
Conservarne qualcuna intera per guarnizione, sgusciare le altre e tenerle da parte in una scodella coperte dalla loro acqua filtrata con cura e ristretta sul fuoco fino a che sarà ridotta alla metà.
In una padella con l’olio soffriggere 2 spicchi d'aglio tritati, versare i pomodori tagliati a pezzetti e sgocciolati, salare, pepare e far addensare la salsa a fuoco vivace mescolando ogni tanto.
Diluire con il liquido delle vongole ristretto, far amalgamare ed evaporare, unire infine le vongole sgusciate, diminuire la fiamma e lasciar insaporire ancora per un paio di minuti.
Frattanto lessare gli Spaghettini GAROFALO in abbondante acqua salata in ebollizione, scolarli molto al dente, versarli nella padella con le vongole ed insaporirli mescolandoli delicatamente a fuoco moderato.
Passarli nel piatto di portata e guarnirli con abbondante prezzemolo tritato e le vongole intere messe da parte.

Varianti:
1) le vongole possono essere sostituite con un’uguale quantità di cozze.
2) con l’aglio si può rosolare anche un pezzetto di peperoncino piccante.
3) per la variante in bianco si elimina il pomodoro, si aumenta la quantità di olio e le vongole si aggiungono insieme a tutta la loro acqua.
4) si possono addirittura eliminare le vongole realizzando quelli che a Napoli sono detti “spaghetti cu 'e vongole fujute” cioè scappate, conditi con la stessa salsa di aglio, olio, pomodoro, sale, pepe, e aromatizzata con abbondante prezzemolo tritato fresco il cui forte aroma darà l’illusione di sentire il sapore delle vongole.
Anticamente per dare sapore di pesce agli spaghetti si usava cuocerli nell’acqua di mare.