Vai al sito ufficiale di Armandino e il Madre
Nel cuore di Napoli, tra vicoli stretti, antichi palazzi e qualche abuso edilizio
c’è ilMADRE,Museo d’Arte contemporanea, ospitato nello storico Palazzo Donnaregina.
Da una parte le opere ed il silenzio delMuseo, dall’altra i panni stesi
ad asciugare ed i suoni di una città sempre in movimento. Il contrasto
è forte, gli opposti convivono l’uno accanto all’altro.
Armandino è un vero scugnizzo napoletano, anche se la sua famiglia ha origini Rom. Per lui il Museo è un po’ casa un po’ luna-park, è abituato a scorrazzare in quelle grandi sale fin da quando era piccolissimo.
Anche suo fratello maggiore Roberto ha una certa fama tra le ragazze che lavorano al Madre. E’ furbo, sveglio e bello come il sole. Tutti lo chiamano lo “zingaro”.
Sara, da poco laureata e appassionata di arte contemporanea, si è specializzata in restauro e manutenzione delle opere. Da qualche mese lavora al MADRE. Sara e Roberto si piacciono ma non mancano le incomprensioni.
Il piccolo Amandino - con un ottimo fiuto per gli affari - si propone da intermediario in cambio di ricompense
da parte del fratello. In una girandola di luoghi, resi ancora più suggestivi dalle installazioni di artisti contemporanei
del museo, si svolge il gioco amoroso tra Sara e Roberto. Al ritmo di un minuetto il piccolo Armandino,
come un moderno Puck, dirige i due innamorati, li incanta con la sua lingua inventata e con la sua simpatia,
determinandone liti e riappacificazioni, ben sapendo come alimentare l’amore di Sara e Roberto e come
riempire il suo portafoglio.